Effetto Venturi

P_{1}+\dfrac{1}{2}\rho v_{1}^{2}=P_{2}+\dfrac{1}{2}\rho v_{2}^{2}

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Voyager- Terra a contatto con l’universo ed oltre

voyager

“Questo è un regalo da un piccolo mondo lontano, una selezione dei nostri suoni, della nostra scienza, delle immagini, della musica, dei nostri pensieri e dei nostri sentimenti. I nostri tentativi sono orientati a sopravvivere al nostro tempo e così potremmo vivere nel vostro. Noi speriamo che un giorno, dopo aver risolto i problemi che ora incontriamo, potremo aggiungerci ad una comunità di civiltà galattiche. Questa registrazione rappresenta la nostra speranza e il nostro intento, ed il nostro impegno di buona volontà in un vasto e imponente universo.”
Jimmy Carter – Presidente degli Stati Uniti d’America

Questo é il messaggio che una piccola sonda spaziale sta tutt’ora portando nello spazio.

Esiste una forma di vita in un angolo remoto dell’universo?

Questa domanda non ce la facciamo solo noi, giovani ragazzi senza esperienza, ma anche i maggiori fisici del mondo. Ecco perché l’idea di mandare un messaggio in una sonda, come fosse un messaggio nella bottiglia, alla ricerca di una forma di vita lontana.

Secondo il calcolo delle probabilità, una forma di vita extra-terrestre in un universo, se non infinito, comunque infinito per noi, ci deve essere per forza.

Se la spiegazione della nascita della vita é quella elaborata dai biologi come Charles Monod, il passaggio del ciclo di carbonio da materia inanimata a materia che si può ricombinare e generare nuova materia è legato a condizioni particolari, molto rare, ma possibili. E poi esistono, anche su questa terra, organismi vitali basati non sul ciclo del carbonio, ma su altri cicli, come il ciclo dello zolfo usato dai vermi giganti che vivono sui vulcani sottomarini in fondo all’Atlantico. Ma in un universo di immensa vastità la possibilità che un evento raro, ma a probabilità non nulla, si verifichi più di una volta, é superiore a zero. Se poi l’universo fosse infinito (e nel tempo lo é sicuramente) la probabilità sarebbe giocoforza pari ad 1.

Questo é il paradosso spesso presentato dalla famosa astrofisica Margherita Hack: é praticamente impossibile che NON ci sia una forma di vita su un altro pianeta, é praticamente impossibile che veniamo in contatto con essa, perché la frazione del tempo dell’universo che percorriamo e la percentuale di spazio che possiamo “vedere” sono infinitamente piccole rispetto al tempo dell’universo e alla sua estensione.
Naturalmente una forma di vita, se evoluta, sentendosi sola, cercherebbe di cercarne altre esplorando lo spazio, e quindi incrementerebbe la probabilità di un incontro. Ed ecco l’idea di mandare una sonda che oltre alla funzione di perlustrare l’universo, ha anche la funzione di messaggero.

Il problema é stato, ed é tuttora, raggiungere posti lontani anni luce da noi per poter permettere alla sonda di avvicinarsi ad altre forme di vita.

Con la tecnologia a propulsione chimica abbiamo necessità di tempi molto lunghi ed investimenti ingenti per esplorare il nostro stesso sistema solare . La stella più vicina dotata di un sistema planetario, Alpha Centauri, che si trova a 4,2 anni luce, é inconcepibilmente lontana e non potrebbe essere raggiunta in tempi compatibili con il nostro ciclo biologico con questo sistema di spostamento.

Il fisico e premio nobel Carlo Rubbia ha progettato un motore a spinta continua che riesce a viaggiare a 40 Km/s, sufficiente ad esplorare solo il nostro sistema solare e non altro in tempi accettabili. Infatti per raggiungere Marte ci vorrebbe un “solo” mese, ma per raggiungere Alpha Centauri occorrerebbero 30 mila anni.

La sonda spaziale Voyager 1 é stata una delle prime esploratrici del sistema solare esterno, ed é ancora in attività. Fu lanciata nell’ambito del Programma Voyager della NASA il 5 settembre 1977 da Cape Canaveral, a bordo di un razzo Titan IIIE-Centaur, poco dopo la Voyager 2, la sua sonda sorella.

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Ai 2 Voyager é stato affidato un messaggio: la presentazione del nostro pianeta e della nostra forma di vita evoluta, sotto forma di un disco fonografico nel quale sono codificate immagini, suoni e musiche. Queste piccole astronavi, avamposto della nostra tecnologia nello spazio, dopo le loro missioni di esplorazione di Giove e Saturno alla fine degli anni ’70 hanno continuato il viaggio verso lo spazio esterno.

Le sonde continuano a trasmettere grazie alle batterie solari di cui sono dotate e sono in comunicazione con il centro di controllo tramite il più potente dei radiotelescopi della DSN (Deep Space Network) della NASA, che invia comandi con un ritardo di pari al numero di ore / luce che separa le astronavi dalla Terra (a fine 2004 Voyager 1 era a 11,5 ore / luce dalla terra).

La Voyager 1 è ancora funzionante ed é attualmente l’oggetto costruito dall’uomo più distante dalla Terra.

voyager solare

Il 26 dicembre 2014 la Voyager 1 si trovava nello spazio interstellare a una distanza di 129,999 UA (equivalenti a 18,019 ore luce o 19,448 miliardi di km) dal Sole.

La sonda si sta allontanando dal sistema solare a una velocità di 17,016 km/s, pari a 3,589 UA all’anno; é in leggerissimo rallentamento a causa dell’attrazione solare.

La Voyager 1 continuerà il suo viaggio fino a quando, fra 30.000 anni circa, uscirà completamente dalla Nube di Oort ed entrerà nel campo di attrazione gravitazionale di un’altra stella.

I Voyager ci hanno inviato immagini mai viste dei pianeti più remoti, ma le più impressionanti sono le immagini del nostro sistema dall’esterno, ottenute rivolgendo le fotocamere all’indietro, immagini uguali a quelle che potrebbe vedere un ipotetico visitatore del nostro sistema solare, avvicinandosi ad esso.

Dopo la uscita dal sistema solare ed il probabile distacco dal centro di comunicazioni i Voyager si dirigeranno verso altri sistemi solari; le loro traiettorie sono divergenti, Voyager 1 tra 40.000 anni sarà in vista dell’Orsa Minore, Voyager 2 sarà in vista della costellazione di Andromeda, e passerà a 1,7 anni luce da una stella minore della costellazione, Ross-248.

Un piccolo scrigno dove é riassunto il nostro esistere sta viaggiando nell’immensità dell’universo dove forse troverà un’altra forma di vita capace di capirlo o forse no, questo noi non lo sapremo mai.

Fonti:  – https://it.wikipedia.org/wiki/Programma_Voyager ;

           – http://www.nasa.gov/mission_pages/voyager/;

           – http://www.direttanews.it/2013/09/13/nasa-la-sonda-voyager-1-e-uscita-dal-sistema-solare-video/ ;

           – http://www.musicaememoria.com/la_storia_del_voyager.htm ;